ZonaCammarata #invadizancle

 …Guarda io sono Cammarata Giovanni l’artista di Maregrosso[…]quello che stanno facendo a Messina è una cosa INCREDIBILE…

Un grande artista, visionario e sognatore che ha dato prova  di come un  luogo squallido e degradato possa diventare un museo d’arte contemporanea open-air. Questi scatti sono stati realizzati  davanti a ciò che rimane delle sculture della casa del Puparo, tutto il resto è stato ingoiato dalle ruspe che anni fa hanno raso al suolo i capolavori di Giovanni Cammarata (1914-2002), il “muratore messinese” con i geni di Gaudì. Il saggio ZONACAMMARATA, del sociologo del territorio Pier Paolo Zampieri, racconta la vicenda di un’opera d’arte <<che s’impone alla città come un urlo territoriale: in quanto tale ancora oggi, sopratutto oggi, esige una risposta>>.

 […] Quel mare, meta privilegiata delle passeggiate pascoliniane dove- diceva il poeta- <<se ci tuffi una mano, gocciola azzurro>>, un mare popolare ancora fino ai primi anni settanta, viene rimosso dalla vita urbana diventando invisibile. Proprio accanto a quell’ ipertrofica ferrovia, accanto a tutti quei detriti industriali lasciati da un grande sogno di modernità andato a male, si svolge la vicenda di Cammarata… Dopo la grande interpretazione architettonica rinascimentale legata ai fantastici quattro (Montorsoli, Del Duca, Ponzello, Juvarra), Aricò attribuisce curiosamente il titolo di << quinto architetto >> a un romanziere: Stefano D’Arrigo, che ambientò a Cariddi l’Horcynus Orca (1975) cogliendo in pieno il baricentro exstraterrestre della città. Anche se può sembrare una provocazione, non sarà allora scorretto proporre Cammarata come il <<sesto architetto>>: l’unico che sceglie di relazionarsi simbolicamente nel lato sud di Messina con il suo potente mare negato[…] ZONACAMMARATA

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…Look I’m Cammarata Giovanni the artist from Maregrosso[…]what they’re doing in Messina is INCREDIBILE…

A great artist, visionary and dreamer who has shown how a squalid, run down area can become an open air contemporary art museum. These photos were taken in front of what remains of the sculptures from the Puparo’s House, all the rest has been swallowed by the bulldozers that years ago tore down the masterpieces by Giovanni Cammarata(1914-2002), the “builder from Messina” with Gaudì’s genes. The essay ZONACAMMARATA by the local sociologist Pier Paolo Zampieri, is about a work of art which << forces itself upon the city like a local howl: and so it still demands an answer>>

[…] That sea, a favourite for country walks where the poet said << if you plunge your hand in it drips blue drops>>, a sea popular until the beginning of the 70’s is now forgotten by city life and has become invisible. Right next to that huge railway, next to all the industrial waste left by a great dream of modernity gone bad, the story of Cammarata unfolds… After the great Renaissance architectural interpretation tied to the fantastic four (Montorsoli Del Duca,Ponzello, Juvarra), Aricò interestingly confers the title of <<fifth architect>> to a novelist: Stefano D’Arrigo, who set the Horcynus Orca (1975) in Cariddi fully understanding the extraterrestrial hub of the city. Even if it seems provocative, it won’t be wrong to propose Cammarata as the <<sixth architect>> : the only one to choose to symbolically get involved with the south side of Messina with its powerful rejected sea […] ZONACAMMARATA

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Sulle pareti dell’edificio antistante alla casa del Puparo era dipinto il magnifico murales Ulisse e le Sirene. Con un colpo di spugna tutto è stato cancellato a favore del grigio e provinciale restyling di un capannone industriale… E il pilastro dipinto di rosso? Forse un graffito fantasma o forse un rimorso ? 😯 

 

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  I WAS WEARING: 

Old Shirt-H&M
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Dolce bag-DOLCE & GABBANA SS 2014
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